Home

Escursionismo

Le montagne delle Prealpi

Breginj – Monte Muzec (Musc) (1612 m.n.m.)

Monte Mužec (sulle carte topografiche anche piccolo Musi ) è una montagna alta 1612 m, si trova a nord del Breginjski kot. Sulla vetta,dove c’e anche il libro visite con il timbro, si apre una splendida vista sulle Alpi Giulie e delle loro colline. Sul lato ovest poco sotto la vetta a quota 1550 m slm c’è anche un bivacco.

Punto di partenza: Breginj (550m slm)

Vetta: monte Muzec (Musc) 1612 m slm

Tempo di percorrenza: 2h 30min

Difficoltà: parzialmente impegnativa con sentiero segnato

Dislivello altitudinale: 1062m

.

.

Itinerario:

Dal parcheggio di Breginj proseguiamo sulla strada asfaltata che piega a sinistra in direzione di Stol e Muzec (Musi). La strada risale il paese e sugli incroci seguiamo le indicazioni a noi già conosciute. Proseguendo la strada diventa bianca e ci conduce accanto ad una vecchia sega restaurata (sega di Patrin) al bivio segnato dove continuiamo leggermente a destra ( a sinistra chiesa della Madonna delle Nevi) La strada che inizia a salire con discreta pendenza giunge presto al bivio segnato dove giriamo a sinistra sul sentiero marcato per  Muzec-Musc .Il sentiero imboccato riprende a salire nel bosco e ci conduce ad una piccola fontana (sorgente con acqua potabile-la fontana di Čadon),poi si piega leggermente a sinistra e si inizia una salita pronunciata. Più in alto il sentiero spiana e giunge al bivio da dove continuiamo a destra (dritto Plazi). Il sentiero riprende a salire con più decisione nel bosco e giunge quindi su un tratto di cresta esposta e fragile. Attraverso la cresta continua  il sentiero esposto ancora per qualche minuto fino a giungere nell’isola boschiva. Usciti dal bosco passiamo sul pendio erboso e dopo alcuni minuti incontriamo un bivio segnato. Imbocchiamo la sinistra (leggermente a destra Klatnica – sorgente dell’acqua potabile ) sul sentiero sempre più ripido .Più in alto il sentiero passa un tratto di cresta di ripidità estrema,dove si apre la bella vista ,ma continua per ben un po’ di tempo. Proseguendo giungiamo a un bivio minore non segnato,dove continuiamo sulla sinistra meno ripida (la via destra estremamente ripida conduce direttamente sul Musi) La via sinistra sale trasversalmente e passa accanto a un piccolo burrone e ci conduce sulla cresta principale. Continuiamo sulla destra ( a sinistra il bivacco sotto Musi a 2 minuti) e sul sentiero  lungo la cresta accompagnata dalla bella veduta a valle raggiungiamo in 10 minuti la vetta di Musi.

.
.

Breginj – Stol (1673 m.n.m.)

Stol si trova nella cresta più lunga delle Alpi Giulie. Misura 25 km ovvero 35 km se si considera la parte occidentale situata in Italia. Dalla vetta dove sono posti dei trasmettitori radio  si apre una splendida vista sul massiccio Canin,sulle Alpi Giulie centrali, la catena montuosa di Monte Nero (Krn), Monte Maggiore (Matajur) , mare Adriatico,alla valle di Breginj e sulla cresta Stol,da dove lo sguardo cattura Breški Jalovec. Sulla vetta c’è il timbro e il libro visite  nella cassettina custodita.

Punto di partenza: Breginj (550m slm)

Vetta: Stol (1673 m slm)

Tempo di percorrenza: 3h 00 min

Difficoltà: facile con sentiero segnato

Differenza d’altitudine: 1123m

.

.

Itinerario:

Dal parcheggio di Breginj proseguiamo sulla strada asfaltata a destra in direzione di Stol e Muzec. La strada attraversa salendo il paese e sugli incroci seguiamo le indicazioni a noi già conosciute. Proseguendo la strada diventa bianca e ci conduce accanto ad una vecchia sega restaurata (sega di Patrin) al bivio segnato dove continuiamo leggermente a destra ( a sinistra chiesa della Madonna delle Nevi). La strada che inizia a salire con discreta pendenza giunge presto al bivio segnato dove giriamo a sinistra sul sentiero marcato per Muzec-Musc. Procediamo sulla strada sterrata in direzione di Stol. Dopo pochi minuti di cammino seguendo le segnalazioni giriamo a sinistra sul sentiero marcato che successivamente attraversa più volte la menzionata strada boschiva. Il sentiero (come anche lo sterrato) comincia salire con pendenza maggiore e seguiamo la via della chiesetta di Santa Marjeta (973 m). Dalla chiesa proseguiamo sul sentiero ripido che ci porta fuori dal bosco su prati erbosi con belle vedute. Da qui c’è la meravigliosa vista sulla valle di Breginj e le cime che lo circondano. Il sentiero ci conduce su una tenue cresta laterale sulla quale la salita diventa sempre più accentuata. Proseguendo più in alto giungiamo sul bivio non segnato e lo passiamo dritto ( a sinistra leggermente in discesa la via trasversale verso Klatnica)  la salita prosegue sulla cresta tenue. Sul percorso si aprono delle splendide viste sul Mare Adriatico, Breski Jalovec e la cresta dei Muzci e il sentiero sale con pendenza accentuata per dopo piegare leggermente a destra,dove il tratto diventa molto ripido e sul bagnato il terrendo sdrucciolevole diventa pericoloso per le scivolate. Proseguendo il sentiero spiana e ci conduce sulla cresta principale, la più lunga delle Alpi Giulie. Arrivati sulla cresta continuiamo a salire sulla destra (sinistra Musi-Muzec) lungo la cresta accompagnata da belle vedute. Il sentiero prima scende leggermente con bella vista sul massiccio Canin  e poi comincia più volte per brevi periodi a salire con pendenza maggiore. La vetta la raggiungiamo in circa 15 minuti.

.
.

Podbela – Mija (1237 m.n.m.) – Pradolina -Podbela

Mia è un monte ricoperto con il bosco ed è il punto panoramico sopra il paese Podbela. Il villaggio è circondato dal confine nazionale da una parte e dall’altra trequarti di territorio dal fiume Natisone. Mia si può vantare di aver auto la ferrovia già 90 anni fa. A quel tempo era stata costruita la funivia da Stupica (Stupizza) al pascolo di Globočanec e da qui avanti scorreva la linea ferroviaria lungo le pendici di Mija (Mia) che serviva all’industria dell’legno. Mija (Mia) offre una splendida vista sulle montagne di Stol, Matajur e la valle del Natisone. Il ritorno a valle è consigliato di percorrerlo attraversarlo la valle di Pradolina che una volta era utilizzata come sentiero del contrabbando.

Punto di partenza: Podbela (312 m slm)

Vetta: Mija (Mia) 1237 m slm

Tempo di percorrenza: 2,5h alla vetta, 5h l’itinerario completo

Difficiltà: facile

Differrenza d’altitudine: 925 m

 .

 .

 Itinerario:

L’escursione ha come punto di partenza il paese Podbela. Il sentiero passa attraverso il paese e si dirige verso Robidišče. Sulla strada asfaltata raggiungiamo lungo il fiume Natisone il Ponte di Napoleone (390m slm). Circa 100 m dopo il ponte svoltiamo a sinistra in una strada sterrata ( la strada asfaltata che sale dritto al paese di Robidišče ). Continuando sullo sterrato saliamo costantemente senza difficoltà e dopo un’ora e mezza giungiamo a bivio dove proseguiremo diritto per arrivare in vetta al Mija  (se svoltiamo a sinistra raggiungiamo il pascolo di Mija inferiore dov’è situato il rifugio dei cacciatori )

 

Per il ritorno è consigliata la discesa sul territorio italiano oltre la valle di Pradolina verso Podbela . Scendendo il monte Mija svoltiamo a sinistra subito sotto la vetta in direzione della via italiana. Il sentiero ben segnato ci condurrà nella valle Pradolina attraverso la quale raggiungeremo il paese Podbela.

.
.

Breginj – Santa Margherita sotto il monte Stol (973m)

La chiesetta dedicata a Santa Margherita si trova sulla catena montuosa un po’ sopra Breginj appena sotto i limiti del bosco.

Tempo di percorrenza: 1 – 1,5 h

Difficoltà: facile sentiero segnato

Curiosità sul percorso: torrente Bela ( Bianco) con partizioni tipici e barriere, la sega ristrutturata di Patrin, la chiesa di Sveta Marjeta (Santa Margherita)

.

Itinerario:

Poco prima della chiesetta parrocchiale di Breginj svoltiamo verso il centro storico del paese e seguiamo alle indicazioni per Stol e Muzec. La strada attraversa salendo il paese e sugli incroci seguiamo le indicazioni a noi già conosciute. Proseguendo la strada diventa bianca e ci conduce accanto ad una vecchia sega restaurata (sega di Patrin) al bivio segnato dove continuiamo leggermente a destra ( a sinistra chiesa della Madonna delle Nevi). La strada che inizia a salire con discreta pendenza giunge presto al bivio segnato dove giriamo a sinistra sul sentiero marcato per Muzec-Musc. Procediamo sulla strada sterrata in direzione di Stol. Dopo alcuni minuti di cammino svoltiamo a sinistra sul sentiero segnato che salendo più volte attraversa la strada già menzionata che passa il bosco. Continuiamo sul sentiero o sullo sterrato. Il pendio diventa sempre più ripido fino ad arrivare a un piccolo parcheggio  dove per l’ultima volta si attraversa la strada bianca. Da qui in poi possiamo proseguire solo sul sentiero. Dopo circa 10 minuti di cammino si giunge a un piccolo prato sotto la chiesetta Plesišče mentre la chiesetta di Sveta Marjeta (Santa Margherita) dista solo 5 minuti da qui.

.
.

Breginj – Klatnica

In una crepa rocciosa appena fuori dal percoso di Muzec-Musc si trova la sorgente di acqua potabile.

Tempo di percorrenza : 1h 30 min

Difficoltà: facile sentiero segnato

Punti d’interesse lungo il sentiero: il torrente Bela ( Bianco) con le sue barriere caratteristiche, la sega ristrutturata di Patrin, la sorgente di Čadon

.

Itinerario:

dal parcheggio di Breginj proseguiamo sulla strada asfaltata sulla sinistra in direzione di Stol e Muzec. La strada attraversa salendo il paese e sugli incroci seguiamo le indicazioni a noi già conosciute. Proseguendo la strada diventa bianca e ci conduce accanto ad una vecchia sega restaurata (sega di Patrin) al bivio segnato dove continuiamo leggermente a destra ( a sinistra chiesa della Madonna delle Nevi). La strada che inizia a salire con discreta pendenza giunge presto al bivio segnato dove giriamo a sinistra sul sentiero marcato per Muzec-Musc. Il sentiero imboccato riprende a salire nel bosco e ci conduce ad una piccola fontana (sorgente con acqua potabile-la fontana di Čadon),poi si piega leggermente a sinistra e si inizia una salita pronunciata . Più in alto il sentiero spiana e giunge al bivio da dove continuiamo a destra (dritto Plazi) . Il sentiero riprende a salire con più decisione nel bosco e giunge quindi su un tratto di cresta esposta e fragile. Attraverso la cresta continua  il sentiero esposto ancora per qualche minuto fino a giungere nell’isola boschiva. Usciti dal bosco passiamo sul pendio erboso e dopo alcuni minuti incontriamo un bivio segnato. Proseguiamo a destra (sinistra Muzec-Musc). Questo sentiero ci conduce alla favolosa fonte naturale sotto la parete di roccia a strapiombo. Alla sorgente Klatnica possiamo bere l’acqua fresca e purissima appena sgorga dalla roccia.

.
.

Breginj – Plazi – Brezje(Montemaggiore)

Il sentiero è di facile percorrenza. E’ la variante più semplice della marcia tradizionale Breginj in Brezje, che si svolge ogni ultimo fine settimana di settembre.

Tempo di percorrenza: 3 ore

Difficoltà: facile sentiero segnato

Punti d’interesse sulla strada: torrente Bela (Bianco) con le sue barriere caratteristiche, la sega ristrutturata di Patrin, la sorgente di Čadon, il monumento ai caduti nella 2 guerra mondiale a Plazi,il torrente Bianco e Nero( successivamente confluiscono insieme nel Natisone).

.

Itinerario:

Dal parcheggio di Breginj proseguiamo sulla strada asfaltata sulla sinistra in direzione di Stol e Muzec . La strada attraversa salendo il paese e sugli incroci seguiamo le indicazioni a noi già conosciute. Proseguendo la strada diventa bianca e ci conduce accanto ad una vecchia sega restaurata (sega di Patrin) al bivio segnato dove continuiamo leggermente a destra ( a sinistra chiesa della Madonna delle Nevi). La strada che inizia a salire con discreta pendenza giunge presto al bivio segnato dove giriamo a sinistra sul sentiero marcato per Muzec-Musc . Il sentiero imboccato riprende a salire nel bosco e ci conduce ad una piccola fontana (sorgente con acqua potabile-la fontana di Čadon),poi si piega leggermente a sinistra e si inizia una salita pronunciata . Più in alto il sentiero spiana e giunge al bivio da dove continuiamo diritto (a sinistra il sentiero per Muzec-Musc). Nel tratto di Plazi ci sono diversi ruscelli,cascate,fontane,sorgenti e ghiaioni dai quali si suppone che il tratto ha preso il nome. Qui possiamo anche fermarci al monumento della seconda guerra mondiale. Qui il sentiero prosegue lungo la strada che induce nel bosco dov’è anche la pista ciclabile circolare. Oltre il bosco si giunge al bivio per Nizki vrh (Vetta bassa), proseguiamo diritto, oltrepassiamo il confine di stato e presto attraversiamo il ruscello Nero e quindi il ruscello Bianco. La sosta al ruscello bianco è meravigliosa ( immediatamente si vede da dove viene il suo nome).Più in alto possiamo osservare una cascata piccola e continuiamo attraverso il bosco sul sentiero che ci conduce al paese Brezje (Montemaggiore) sul territorio italiano. Possiamo così visitare il villaggio che è stato ricostruito dopo il terremoto del 1976. Sarà opportuno preoccuparsi per il trasporto fino a Breginj oppure ritornare a piedi per lo stesso sentiero.

.
.

Breginj – Muzec – Punta di Montemaggiore (Breški Jalovec)

Itinerario per escursionisti un po’ più esperti. La variante più lunga sulla marcia tradizionale con tragitto da Breginj a Brezje (Montemaggiore) si svolge ogni ultimo fine settimane di settembre.

Tempo di percorrenza: 5 ore

Difficoltà: sentiero segnato parzialmente difficile

Punti d’interesse lungo l’itinerario: torrente Bela (Bianco) con le sue barriere caratteristiche, la sega ristrutturata di Patrin, la sorgente di Čadon, il bivacco, pietra di confine su Gnjilic.

.

.

Itinerario:

In primo luogo superiamo la salita sulla vetta Muzec come descritto sopra ( Breginj- Muzec (Musc) 1612 m slm) e poi proseguiamo sulla catena montuosa verso l’occidente. Il sentiero panoramico sale con una pendenza sempre più accentuatà sino alla vetta del monte Gabrovec. Dalla vetta si continua lungo la cresta verso ovest dapprima con una leggera discesa seguita da alcune brevi salite verso cime non pronunciate. Arrivati ad un cima erbosa costeggiamo la cresta sulla parte destra per poi tagliare tutto i pendio sotto la vetta attraverso i boschi. Usciti dal bosco tagliamo il pendio relativamente ripido  per dopo salire la cresta con pendenza più accentuata. Dopo un paio di brevi salite lungo la cresta il sentiero ci porta alla cima erbosa non pronunciata Nad Ohojami (sopra le Ohoje). Dai ripidi pendii il sentiero passa sul versante nord della cresta coperta da boschi per poi tagliare i pendii verso l’occidente. Questo tipo di sentiero ci conduce accanto alla collinetta Nizki vrh ( Vetta bassa) ad un bivio segnato. Piegando a sinistra in discesa il sentiero passa per Plazi,andando diritti sulla cresta con le marcature  “ Br.Jalovec 1h” proseguiamo verso la nostra meta. Il sentiero continua sulla cresta del versante nord e ogni tanto attraverso i boschi. Segue una breve salita sul crinale che ci conduce lungo i precipizi rocciosi Gnjilic (il punto più occidentale della Slovenia) . Dalla vetta si prosegue verso ovest e il percorso in discesa ci porta nuovamente nel boschi. Oltrepassato il bosco passiamo su pendii dei prati erbosi già nei territori italiani. Da qui abbiamo solamente alcuni passi al bivio segnato. Sul bivio proseguiamo diritto sulla cresta, a destra il sentiero ci porta verso la sella Tanamea (Tam na meji- Li al confine), a sinistra in discesa il sentiero ci porta verso il paese Brezje (Montemaggiore). Noi dunque proseguiamo dritto sulla cresta verso ovest. Nell’ultimo tratto la cresta si restringe per poi continuare per un breve tratto ripido fino alla vetta del Breški Jalovec. Scendiamo in direzione del paese di Brezje (Montemaggiore) e ritorniamo a Breginj sul percorso come sopra descritto (Breginj-Plazi-Brezje) oppure ritorniamo al Nizki vrh (Vetta bassa) attraverso Plazi a Breginj.

.
.

Attraversando il crinale Gran Monte-Stol

L’escursione prevede un lungo e faticoso tour attraversando tutta la cresta. I tempi di percorrenza sono indicati nelle singole sezioni sottostanti.. Il percorso è molto panoramico per lo più leggero, ma in alcuni punti è tuttavia necessaria cautela in quanto la cresta è sia stretta come anche pendii erbosi molto ripidi. Nel complesso, si tratta di una escursione di difficoltà media.

.

Itinerario:

1. Salita sul monte Brinica (Gran Monte) attraversando la sella Križ (Croce)

L’escursione inizia nel paese Viškorša (Monte aperta) ai pressi della fontana oltra la chiesa, dove vediamo il sentiero segnato con il numero 710 ( il sentiero 711 inizia un po’ sotto il paese) .Il percorso davvero bello passa il paese,attraversa il burrone e inizia a salire nel bosco ordinato sulla cresta laterale. Un po’ più in alto il sentiero piega nel burrone,passa per un po’ sui ghiaioni e rocce scoscese per poi ritornare nuovamente sulla cresta. Nelle continue curve acquistiamo l’altezza raggiungiamo la postazione dì osservazione dei cacciatori. Su di noi si aprono pendii erbosi della cresta. Il sentiero rimane collegato al crinale che salendo diventa più ripido. Il panorama diventa sempre più ampio. Salendo verso l’alto la pendenza aumenta,il sentiero comincia a piegare verso sinistra taglia lungamente i ripidi pendii erbosi fino a superare uno sperone roccioso che ci accompagna sulla sinistra. Il sentiero praticamente sale a sinistra della cresta e prima di raggiungere il fondo dello burrone si gira di nuovo verso l’alto. Davanti a noi si apre la veduta della cima di M.Testa Grande,1556 m slm . Mancano così alla meta soltanto alcuni metri di salita ripida. Si apre una bella veduta sul lato opposto, sulle pendici selvagge dei monti Musi,si vede anche Monte Canin. Dal nord abbiamo l’accesso a questo punto della cresta dalla valle del ruscello Meja. Dalla cresta possiamo saltare verso ovest sulla vetta vicina,dopo ritorniamo e continuiamo verso la est e raggiungiamo una consistente altezza dal mare,ma la vetta della Brniza e ancora lontana. La cima dista ancora mezz’ora in quanto la cresta è formata di almeno sei colline che dobbiamo attraversare. Le salite non sono lunghe ma ci fanno perdere tempo. Alcuni tratti sono abbastanza ripidi che richiedono da noi una notevole cautela. Si tratta comunque di una escursione in montagna dove a volte occorre aggrapparsi alle roccie . In particolare sono difficili le pendici nell’inverno o nella primavera quando il suolo è coperto dalla neve. Nell’inverno abbiamo ovviamente bisogno dell’attrezzatura invernale. In altri periodi dell’anno il sentiero è bello e panoramico. Interessanti sono quindi le vedute alle lontananze infinite e alla valle, soprattutto  su Viškoršo (Monte aperta)  il nostro punto di partenza. Dalla vetta di Brnica si nota il proseguimento del sentiero verso est molto bene. La collina seguente è ancora molto difficile da attraversare soprattutto in discesa passando per alcuni pendii ripidi e fastidiosi. Fino alla sella Kriz (Croce) ci aspettano solamente dei leggeri pendii erbosi . Per la salita e l’attraversamento sono previste 4 ore.

2. L’attraversata della Punta Lausciovizza

Dalla sella inizia il sentiero n. 742  in direzione verso la parte orientale del crinale per passare alcuni altipiani erbosi. Sulla parte a nord della cresta presto si potrà osservare in mezzo alla sella Carnizza il rifugio restaurato di Montemaggiore. E’raggiungibile in 15 minuti , noi intanto continuiamo lungo il crinale. Le pendici sono erbose e la cresta si slarga nel tratto di Lanževica / Punta Lausciovizza, 1620m, da sembrare una bella pianura montana. Dalla parte orientale di questa cima si ricongiunge a sinistra un altro sentiero segnato diretto verso il rifugio. Per arrivare fino a questo punto servono 30 minuti di cammino.

3. L’attraversata di Breški Jalovec / Punta Montemaggiore

Proseguendo sul crinale verso est il terreno si assomiglia. Il primo saliscendi leggero ci conduce sulla vetta  non pronunciata di Breški Jalovec / Punta Montemaggiore. La vetta è leggermente spostata verso sud mentre la cresta continua in direzione nordest. Pertanto è considerato come una pietra basilare e panoramica su entrambi il lati della cresta. In lontananza si intravede per la prima volta il monte Stol. Sotto le cresta rocciosa intorno al burrone del ruscello bianco possiamo in vicinanze osservare la sorgente di codesto rio  che è uno delle due sorgenti di Natisone. Dalla vetta di Breški Jalovec / Punta Montemaggiore scendiamo verso nordest per arrivare sul tratto dove si congiungono i sentieri dal nord e dal sud ( da Brezje/Montemaggiore ) . Comincia così l’attraversata del sentiero oltre il bosco a nord. Scendiamo un po’ di quota senza andare sotto i 1400m . Durante il tratto boschivo vale la pena spostarsi qualche metro a destra sul bordo per vedere il burrone del rio Bela (Bianco) . Passiamo dunque il confine di stato senza che ce ne accorgiamo e saliamo sul meraviglioso dorsale erboso ,in luglio pieno di margherite , verso la vetta di Gnjilice. Il tratto del sentiero è un po’ abbandonato, in quanto per la presenza del confine non era in uso. Gnjilice dista soltanto qualche passo da Nizki Vrh (Cima Bassa) sotto la cui vetta c’è il bivio del sentiero che giunge sulla cresta anche da Breginj. Presenti sono le chiare indicazioni in lingua slovena. L’attraversata fino a qui è stata percorsa in 1 ora.

4. L’attraversata di Veliki Musc (Gabruca)

La cresta montana all’est della sella sotto Nizki vrh (cima Bassa) diventa più stretta. Il percorso sul sentiero e riconoscibile ma non è particolarmente frequentato. Su alcuni tratti passa i ripidi pendii erbosi al sud,altrove attraversa i boschi al nord accompagnati da vari saliscendi. Così oltrepassiamo le vette Nad Ohojami e Kopa. Oltre il tratto prima della cima di Veliki Musc (Gabruca) il sentiero sale ripidamente e superando delle rocce raggiungiamo il punto panoramico. Sulla sella sottostante intravvediamo il tetto del bivacco. L’attraversata è lunga 45 minuti.

5.Dal bivacco sotto Muzec-Musc oltre il monte Stol

Una breve salita ci porta alla vetta di monte Musc, poi la cresta comincia a scendere. A 100 metri più a basso si trova Ribežne ed altri 100 metri sotto sul punto pod Puntarčičem./sotto Puntarcic. Il monte Stol sembra sia già vicino ma il sentiero prevede ancora una serie di curve. Dapprima si passa un altipiano dove accanto a Njivice si ricongiunge dalla destra in arrivo da Breginj il sentiero segnato. Siamo oramai ai pressi della vetta che dista ancora 15 minuti e poi l’antenna e raggiunta. Scendiamo nella stessa direzione. La cresta è ampia e simile ad un altipiano. Si scende lungo il bordo del Breginj e raggiungiamo la strada sul posto dedicato ai appassionati di parapendio (tabella con indicazioni). Proseguiamo sulla strada fino all’ incrocio sulla malga Božca . 2 ore alla vetta Stol e 45 minuti di discesa dalla sella.

Advertisements
%d bloggers like this: